Il Day After di Pescara – Benevento. Giallorossi “in gita” sull’Adriatico

E’ ufficiale: la lezione subita dalla sconfitta con il Foggia non è stata recepita dalla truppa di mister Bucchi. Chi si era recato nel capoluogo abruzzese per un sabato giallorosso e si aspettava un Benevento incavolato per le tre scoppole a firma dauna, è rimasto evidentemente deluso. Troppo leggero l’impatto ad una gara che vedeva Maggio e compagni affrontare comunque una delle squadre a cui sta girando tutto per il verso giusto in questo inizio di campionato, tanto da potersi permettere da ieri pomeriggio di guardare tutti dall’alto del primato.

Oltre 1.000 i “curiosi” sanniti giunti in riva all’Adriatico per vedere con i propri occhi la reazione dei loro beniamini dopo la cocente sconfitta interna con il Foggia. Per la verità non c’è voluto tanto per capire che purtroppo il Benevento si apprestava a vivere un altro pomeriggio di passione, tanto da quasi zittire i “mille” poco stimolati dalla scarno spettacolo a cui stavano assistendo. Un solo vero sussulto alla punizione-pareggio di Viola, poi dopo qualche minuto ancora tanta sofferenza, mitigata solo dalla speranza del pari, che poi non è arrivato.

Una formazione “soft” quella giallorossa, mi permetto di dire quasi da formato allenamento quella scesa ieri in campo all’Adriatico di Pescara che ha permesso di far esaltare una squadra, quella pescarese, che ci ha messo quel di più che alla fine si è mostrato vincente. Il Benevento? sterile, lento, poco aggressivo e spuntato in avanti, nonostante abbia chiuso la gara praticamente con quattro attaccanti di ruolo.

Ora, come di consueto andiamo ad analizzare reparto per reparto la prestazione dei ragazzi di mister Bucchi, iniziando dal reparto arretrato. Qui, recuperato Puggioni autore di una gara sufficiente, esente da colpe sui goal subiti e autore di qualche buon intervento, le noti dolenti arrivano dalla prestazione non all’altezza di Antei apparso troppo leggero negli interventi e probabilmente guarito clinicamente ma non ancora mentalmente. Una non perfetta condizione fisica ci può stare ma perdersi l’uomo su calcio d’angolo e non leggere l’inserimento del centrocampista pescarese a pochi passi da lui sul goal del raddoppio, appaiono errori di deconcentrazione. Conferma invece per Volta che il suo lo fa sempre con decisione e determinazione, mentre per Di Chiara preferito a Letizia, una gara mediocre nel primo tempo dove non attacca, ma nemmeno difende bene, beccando anche il giallo. Leggermente meglio nel secondo tempo quando riesce a scodellare qualche cross interessante in area nei minuti finali, ma la squadra ha bisogno d’altro nei novanta minuti.

Dal centrocampo arrivano ancora note negative, con Viola e Nocerino che non hanno mai verticalizzato in modo determinante. Al primo alla sua seconda gara incolore consecutiva va dato il merito di aver agguantato il pareggio con una bella punizione dal limite, poi tanti errori anche di misura. L’ex Milan è il classico esempio che se non sei in condizione fisica e mentale di calarti nella categoria, sinceramente non ci fai bella figura in campo, della serie volendo usare un gergo scolastico: al momento rimandato. Unica nota positiva la corsa e la dinamicità di Tello che come si dice ha cantato e portato la croce, ma da solo non si vincono le partite.

Nel reparto avanzato a parte la voglia e la forza della natura di Asencio, isolato e mai servito a dovere dai compagni, si è visto poco o nulla soprattutto sugli esterni. Bocciate le prestazioni dei titolare di giornata  Improta e Ricci, qualcosina in più l’ha fatta il neo entrato Insigne con Buonaiuto che è andato a corrente alternata, tendente più al basso. Nemmeno l’inserimento di Coda ha scalfito la pur non insuperabile difesa biancoazzurra. Purtroppo nel calcio non vince chi mette in campo più attaccanti ma chi riesce a sfruttare al meglio le occasioni che si vengono a creare nel corso della gara e sotto questo aspetto i giallorossi hanno davvero creato poco ieri a Pescara.

Ora arriva la sosta che potrebbe essere salutare per una squadra alla ricerca della sua vera identità e in questa ricerca tanto deve fare mister Bucchi di cui sinceramente ieri non abbiamo condiviso l’ultimo cambio Coda per Viola. Se è vero che Nicolas non stava disputando una grande gara è altrettanto vero che lo stesso si adatta meglio ad un centrocampo a due, tra l’altro supportato dalla gamba di Tello. Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, ma un regista dai piedi buoni e dal tiro importante in una fase della gara in cui il Pescara si era chiuso poteva fare più comodo di chi per una gara intera ha continuato a giochicchiare, affidando quasi sempre la palla al compagno a due o tre metri. Sicuramente siamo ad Ottobre dove le esaltazioni e gli abbattimenti sono banditi, ma alla ripresa urge comunque un Benevento semmai meno bello da vedere ma più “ignorante”, dove l’ignoranza deve avere le sembianze di corsa, voglia e fame di vittoria, ma prima bisognerà guardare negli occhi e capire chi sarà disposto a fare la guerra in campo… si accettano anche volontari.

Alla prossima…

 

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