Il Day After di Carpi – Benevento. Giallorossi con il cartello lavori in corso…

Decifrare il Benevento di questa stagione è decisamente impresa ardua. La squadra di mister Bucchi in questo ampio scorcio di campionato ha mostrato diverse facce, dalle prime convincenti uscite con Venezia e Salernitana ai black-out paurosi con Foggia, Pescara e non ultimo la gara interna con l’Ascoli. Una formazione quella sannita che dopo 10 giornate effettive, pur non avendo una classifica deficitaria, fa fatica a giocare da squadra, mostrando in modo evidente il cartello “lavori in corso”.

Quali le cause? Scovare le problematiche appare meno faticoso. Sicuramente la formazione cara al Presidente Vigorito allo stato attuale è priva in campo di “leader di categoria” che nei momenti topici di alcune gare come i minuti finali di Carpi-Benevento facciano capire ai compagni l’importanza di una vittoria, tutto sommato meritata e il modo di come portarla a casa. Di certo nella rosa messa a disposizione di mister Bucchi calciatori importanti non mancano, ma la domanda nasce spontanea; hanno questi elementi nonostante l’importante pedigree, la stoffa di leader? Ed è qui che al momento il campo ha sentenziato il contrario di legittime aspettative, deludendo al momento probabilmente anche chi aveva puntato molto su questi “cavalli”, presunti vincenti.

Senza nasconderci dietro il classico dito, i vari Puggioni, Maggio e Nocerino, confermati ed acquistati per dare quel di più alla rosa di mister Bucchi, almeno da quello che è emerso dal campo si stanno dimostrando inadatti, ripetiamo al momento, al ruolo su di loro ritagliato. Inadatti probabilmente perché crediamo non di questa categoria, dove agonismo, corsa, sacrificio e anche furbizia, ignoranza calcistica la fanno da padrone.

Ieri a Carpi nessuno dei tre è sceso in campo e i risultati caratteriali e di tenuta sono stati pressappoco identici ai precedenti, sebbene fino all’86’ il Benevento aveva dato l’impressione di poter portare a casa agevolmente una vittoria meritata, nonostante qualche sbavatura e la solita mancanza di cinicità quando all’avversario bisogna dare il colpo di grazia. E così in poco più di cinque minuti si è riusciti a dilapidare una vittoria facendo presentare al 93′ tutto solo dinanzi a Montipò l’attaccante biancorosso Vano, come se si fosse tutti in avanti alla ricerca disperata del tris. Forse proprio in quei frangenti dopo la prima rete del Carpi è mancato l’uomo o gli uomini di cui abbiamo tracciato precedentemente l’identikit, uno che in campo leggendo la gara richiamasse tutti in trincea, per portare con compattezza a casa tre punti fondamentali per il futuro.

Le stagioni come le singole partite, lo sappiamo vivono di episodi, ma soprattutto di dettagli che alla fine fanno effettivamente la differenza nel bene e nel male. Ma è anche altrettanto vero che i presupposti bisogna anche crearseli da soli. Mister Bucchi, ovviamente additato quale principale responsabile di questo andamento altalenante, ieri ha avuto finalmente  il coraggio di sedere in panchina il senatore Puggioni a favore del giovane e promettente Montipò che tutto sommato ha fatto la sua parte. Non solo, ma ha anche snaturato il suo integralismo e rimodellato i suoi con un 3-5-2 , che ha palesato note positive e altre, troppe negative.

Andando nel dettaglio, la difesa a tre con gli interpreti a disposizione e senza un vero comandante della retroguardia è apparso un azzardo anche contro, ricordiamolo una formazione abbastanza modesta come il Carpi, che nella prima frazione con Arrighini si è presentata due volte a tu per tu con Montipò. Azzardo aumentato esponenzialmente con l’ingresso del giovane, seppur valido, Sparandeo, pur avendo in campo calciatori in grado di poter ritornare a giocare tranquillamente con la difesa a quattro.

Altra scelta opinabile è apparsa quella dell’acerbo Gyamfi quale esterno di fascia destra in un centrocampo a cinque e qui, non volendo vestirci con i panni di tecnico, non proporre ancora una volta lo spostamento di Letizia sulla destra, scelta adottata ricordiamolo contro il Foggia, e l’inserimento di Di Chiara a sinistra, ci appare poco concepibile, vista anche la prestazione positiva di Di Chiara con la Cremonese.

A centrocampo, capitan Viola, non sappiamo per quale motivo, non riesce ancora a prendere per mano questa squadra. L’esperienza della categoria c’è, le qualità tecniche sono indubbie, però ancora gli manca quel carisma da leader che a questo punto potrebbe calzargli a pennello vista la mancanza di tale figura sul terreno di gioco.  Caro Nicolas la serie A, a cui tanto tenevi la puoi tranquillamente riconquistare, ma da leader e non da comprimario… tocca a te dettare tempi e giocate.

Le note positive della gara di ieri a Carpi sono sicuramente arrivate dalla prima uscita in tandem di Coda e Asencio con il primo autore di una buonissima gara, grazie anche agli spazi e agli assist del suo compagno di reparto. Una coppia che in serie B può davvero fare male a chiunque e quindi bene farebbe mister Bucchi a riproporla anche in futuro. Futuro che si chiama Spezia, dove domenica il Benevento affronterà una signora squadra reduce dalla sconfitta immeritata di Salerno. Lo Spezia sarà sicuramente una prova di maturità e forse anche qualcosa di più in particolare per…mister Bucchi. Delle volte basta davvero poco per ritornare a sognare…

Alla prossima…

 

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