Il Day-After di Spezia Benevento. Giallorossi malati…cura cercasi

Ormai è ufficiale il Benevento di mister Bucchi è un paziente bisognevole di cure ed anche urgenti. La sconfitta di La Spezia ha confermato la fragile solidità di una compagine che continua a specchiarsi di una bellezza fatta ormai solo di parole e di pochissimi fatti. In Liguria, come già accaduto a Carpi e prima ancora al Vigorito con l’Ascoli la formazione di mister Bucchi si è sciolta con il passare dei minuti come neve al sole, al cospetto di una formazione che con il minimo indispensabile ha ottenuto tre punti, forse anche insperati alla vigilia.

Le assenze tra squalifiche ed infortuni dei vari Tello, Del Pinto, Nocerino, Maggio e compagnia bella, non possono essere addotte quali giustificazioni per il tracollo occorso in casa spezzina. L’undici scelto da mister Bucchi, sebbene carente nei ricambi a centrocampo, quantomeno potenzialmente poteva far male eccome agli avversari di turno. Ed invece un inizio di gara catastrofico, per disattenzione e poca determinazione ha spianato la strada agli avversari che con Okereke e Ricci non si sono fatti pregare per trafiggere  Montipò, poco reattivo  in occasione della conclusione piazzata del gemello di Federico.

Proprio la marcatura di quest’ultimo sui titoli di coda della prima frazione, aveva riaperto le speranze dei circa 200 tifosi giallorossi accorsi al Picco, che sono stati però subito delusi dall’ennesimo inizio di ripresa da “bella dormiente” e così Billong con un’amnesia imperdonabile consegnava definitivamente l’intera posta in palio nella mani degli uomini di mister Marino. La reazione dei giallorossi? Nemmeno a parlarne, troppo pesante il fardello psicologico sulla testa di diversi atleti che, non credendo più di poter riprendere la gara, pensiamo non vedessero l’ora che arrivasse il triplice fischio.

Poche le note positive, anzi pochissime. Partiamo dal modulo presentato da Bucchi un 4-2-3-1 che a dire il vero almeno potenzialmente aveva diverse predisposizioni positive come la presenza di Letizia sulla destra e Di Chiara sulla sinistra, nonché la presenza contemporanea in campo di Ricci, Insigne e Buonaiuto alle spalle di Coda. Cosa non ha funzionato? Crediamo che la gara a livello tattico sia stata persa nella zona nevralgica del campo, dove la superiorità numerica degli spezzini e la mancanza di abitudine dei giallorossi a giocare a due ha fatto pendere l’ago della bilancia nettamente in favore dei padroni di casa.

Ma è anche chiaro che, se si andasse in campo con il coltello tra i denti e non con i fasci di fiori, il gap numerico a centrocampo visto la qualità dei calciatori giallorossi, sarebbe stato facilmente superabile, come la maggiore concentrazione avrebbe evitato sicuramente di tornare a casa con tre goal di passivo. La diagnosi della “malattia” crediamo ormai sia chiara a tutti, un po’ meno la cura da adottare. In primis la mancanza di uomini guida e questo purtroppo è un male che questa formazione si porta dietro da tempo. Si era puntato per questo nuovo ciclo, dopo la partenza di capitan Lucioni, senza mezzi termini sul trio Puggioni, Maggio e Nocerino ed invece ormai da due gare degli stessi non si ha più traccia, sicuramente in campo e non sappiamo al di fuori.

L’involuzione di Viola, chiamato ad accendere gioco e teste, sicuramente sta facendo perdere un altro punto di riferimento importante in campo, soprattutto ai più giovani che purtroppo si stanno facendo inghiottire da questo andamento da impiegato statale a pochi mesi dalla sospirata pensione. Una scossa serve ed anche urgentemente. In che modo, avvicendando Bucchi? Si e no nel senso che il trainer sannita le sta provando davvero tutte, snaturando anche il suo proverbiale 4-3-3 pur di trovare la quadra del cerchio.

Allora probabilmente prima di parlare di moduli e scelte è opportuno che questo gruppo si faccia nel chiuso dello spogliatoio un bel esame di coscienza, prendendo consapevolezza della sua forza ma soprattutto delle sue carenze, spiattellare con schiettezza le difficoltà del singolo semmai anche cantandosele faccia a faccia e perché no anche a muso duro. Ma prima di fare questo, da parte di tutti i componenti della rosa ci deve essere la voglia, la forza e la determinazione di portare con onore su ogni campo quella casacca giallorossa. Chi non se la sente alzi la mano e si faccia da parte, Gennaio è ad un passo. Tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile, con l’augurio che sabato col Perugia possa iniziare un nuovo campionato, altrimenti sarà giusto voltare pagina ed iniziare a scrivere un nuovo capitolo.

Alla prossima…

 

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