Il Day After di Lecce Benevento. Un punto pesante in attesa di qualche volto… nuovo

Termina in parità l’attesa sfida tra Lecce e Benevento. Un punto pesante per i giallorossi di Bucchi e tutto sommato anche meritato al cospetto di un Lecce, matricola terribile e autentica rivelazione di questa prima parte di torneo. L’impatto alla gara del Via del Mare però non è stato positivo per Letizia e compagni, quasi sorpresi dall’aggressività e dalla voglia dei salentini di buttarla subito alle spalle di Montipò. Fortunatamente proprio quest’ultimo non si è fatto sorprendere e nei primi 17 minuti è stato chiamato agli straordinari.

Diciamolo subito e senza giri di parole, non è stato un gran bel Benevento quello visto ieri a Lecce. Troppo timida e spuntata la formazione di Bucchi con troppi errori di diversi singoli, in alcuni casi anche negli appoggi più semplici. Le indicazioni emerse ieri, sia nel bene che nel male, sono sembrate abbastanza chiare. In difesa visti i ritrovati Antei e Tuia, in particolare sulla sinistra occorre un difensore di spessore. Non ce ne voglia il buon Gianluca Di Chiara, ma nonostante il suo sacrificio, li in quel posto occorre prima di tutto uno che sappia difendere, sappia prendere posizione a dispetto degli attaccanti e che semmai riesca anche a giocarla con sicurezza e senza rischiare.

Detto della ritrovata sicurezza tra i pali di un Montipò sempre più convincente e con un Puggioni ormai ai margini di questa rosa, la gara di Lecce ha palesato, stranamente direi, un Massimo Volta troppo rigido e falloso al cospetto di un attaccante non certo irresistibile come La Mantia. In attesa di ritrovare il Volta ammirato nel girone di andata, ci consoliamo con un Luca Antei più positivo del compagno, ma che deve ancora farsi scivolare del tutto i fantasmi di un infortunio che è ormai solo un brutto ricordo.

Le note opache sono arrivate dai cinque di centrocampo dove i due esterni Improta e Letizia per tutta la gara sono apparsi troppi timidi, arretrando di diversi metri il proprio raggio d’azione e lasciando così spesso in avanti i due soli attaccanti ed a turno uno tra Tello e Bandinelli. Questi ultimi hanno fatto quel che hanno potuto, ma anche loro hanno commesso una miriadi di errori in fase di costruzione ed ecco spiegato il perché il Benevento visto ieri ha fatto non poca fatica ad affacciarsi dalle parti di Vigorito. Ed in questa confusione ci ha perso anche la prestazione di Lorenzo Del Pinto, non certo facilitato da palloni che arrivavano sporchi o dal pressing e dalla dinamicità dei dirimpettai che più volte hanno messo in difficoltà il centrocampo giallorosso. E’ chiaro che anche in questo reparto in attesa della ripresa di Nicolas Viola qualcosa va fatta, a livello sia numerico ma anche qualitativo, insomma un elemento che dia maggiore personalità ad un reparto a cui manca una vera e propria guida.

In avanti Insigne è stata senza ombra di dubbio la mina vagante che ha più volte mandato fuori giri l’esperta ma statica difesa leccese e l’intuizione che ha permesso a Coda di trovarsi a tu per tu con l’estremo leccese è stata davvero di alta scuola per rapidità ed efficacia. Già, Massimo Coda, ieri croce e delizia del Benevento visto a Lecce. Tanti, troppi errori in fase di appoggio e delle volte di ultimo passaggio, lettura sbagliata di alcune situazioni di gioco, ma quando nessuno se lo aspettava ha estratto dal cilindro una grande giocata che è valsa il gol del pari e ha messo d’accordo tutti. Nono goal stagionale per l’Hispanico Massimo, ma una prestazione globale caratterizzata da troppi bassi e pochi alti. In questo reparto, in attesa della definitiva decisione su Armenteros, siamo del parere che o arriva qualcosa di importante o probabilmente per i difficili equilibri raggiunti si rischierebbe di fare più male che bene. Anche perché Asencio e Ricci e semmai Armenteros almeno potenzialmente sono delle buone alternative al duo attualmente titolare Insigne – Coda.

Da oggi quindi full immersion in quelle che sono le giornate finali di un mercato di gennaio che difficilmente ha fatto miracoli, ma che sicuramente esercitato nel modo giusto può dare delle alternative ed accrescere il tasso tecnico di una squadra che ha ancora enormi margini di miglioramento. La classifica nonostante la sosta della prossima settimana concede ancora a tutti motivi per sognare ed essere fiduciosi, tenendo però sempre presente che col passare delle giornate il margine di errore si accorcerà sempre di più, come è minimo il margine di errore nella scelta dei volti nuovi che arriveranno. Forse mai come questa volta, potrebbero essere determinanti e speriamo anche vincenti.

 

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