Il Day-After di Ascoli – Benevento. Qualche spiraglio di sole, ma cè ancora tanta nebbia…

Si torna da Ascoli con un punto in tasca. Un punticino che per come si era messa la gara può anche essere accettato, anche se nella seconda frazione il tasso tecnico tra le due squadre è apparso abbastanza evidente. Ancora una volta il Benevento paga a caro prezzo degli episodi e qualche errore individuale che sembravano aver compromesso anche il match del Del Duca. Però questa volta mister Bucchi già nell’intervallo, favorito nella decisione anche dal doppio svantaggio, ha avuto il coraggio di ridisegnare con una sola sostituzione la sua formazione, riassegnando dopo tempo immemore le chiavi della regia del centrocampo a Nicolas Viola.

E proprio il regista calabrese nella seconda frazione ha preso per mano i suoi compagni di squadra, risultando alla fine determinante con un assist e la trasformazione di un calcio di rigore al 90′ sotto il profilo ambientale ed emozionale non certamente semplice. Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’undici iniziale scelto dal discusso trainer giallorosso, caratterizzato da diverse novità. La prima, non proprio inaspettata è stato il ritorno alla difesa a quattro con i relativi interpreti Gyamfi, Tuia, Caldirola e Letizia, non certamente neofiti del nuovo assetto.

Quello che ancora una volta, soprattutto nella prima frazione non ha convinto è stato il centrocampo con un Crisetig ancora una volta lento e macchinoso a dettare i tempi delle giocate, spesso prevedibili e prive di verticalizzazioni, che hanno mandato fuori giri sia Del Pinto che Bandinelli, i cui contachilometri hanno comunque girato vertiginosamente, ma spesso a vuoto. Bocciato infine l’esperimento di Viola trequartista, un ruolo lontano dalle sue caratteristiche tecnico-tattiche.

L’attacco poi per oltre un’ora ha visto un Coda isolato in avanti, slegato e poco servito sia dal resto della squadra che dal compagno di reparto Insigne, sempre più trequartista che vera seconda punta. Ma nonostante le problematiche illustrate l’avversario per venti minuti non aveva quasi mai impensierito i giallorossi, dando anche l’impressione di essere preoccupato dalla compagine cara al Presidente Vigorito. Poi ecco che sono arrivati puntuali gli episodi negativi, entrambi su calcio piazzato che hanno permesso ai bianconeri di andare al riposo con il doppio vantaggio in tasca.

Dicevamo poi della metamorfosi dei giallorossi, quella che è arrivata quando forse in pochi credevano di poter riacciuffare questa partita che giusto per ricordarlo, non ha visto effettuare una parata di rilievo all’estremo giallorosso nell’arco degli oltre 100 minuti di gara. Viola ha iniziato a fare il Viola che abbiamo ammirato due stagioni fa, supportato dal suo compagno di tante battaglie, Lorenzo del Pinto che continua ad essere, tra le tante, anche un amuleto per i giallorossi. E così anche Coda ha iniziato a vedere più palloni transitare dalle sue parti, grazie anche all’ingresso di Armenteros che ha tenuto più impegnati i due centrali bianconeri.

Il Benevento dell’ultima mezz’ora è così apparso più spigliato ed intraprendente tanto da mettere alle corde un Ascoli già colposamente sicuro di portare a casa il successo del riscatto dopo la batosta di Lecce. Peccato per le espulsioni di Caldirola e Tuia che se evitate potevano, chissà, far tentare nei dieci e più minuti di recupero, addirittura l’assalto alla vittoria. Alla fine il pareggio è comunque apparso il risultato più giusto, che ha probabilmente solo rimandato alla verifica di martedì sera entrambe le formazioni. I giallorossi al Vigorito saranno attesi dal fanalino di coda Carpi che all’andata giocò un brutto scherzo a Viola e compagni.

La curiosità sarà a questo punto vedere per quale assetto opterà mister Bucchi e soprattutto con quali interpreti. Il finale di Ascoli sembra avergli dato delle dritte abbastanza esplicative, il resto lo faranno le squalifiche e le condizioni fisiche dei subentranti. Un ultimo passaggio per chiudere la gara di Ascoli lo vogliamo fare sul conto di due calciatori bianconeri: Ciciretti ed Addae. Il primo nonostante aver lasciato la piazza giallorossa non certamente con baci ed abbracci ha avuto rispetto per la tifoseria non esultando dopo la sua punizione-gol, della serie ci eravamo tanto…Amato. Il rovescio della medaglia invece è stato il comportamento, addirittura dalla tribuna centrale, del centrocampista di colore ascolano che negli istanti successivi al rigore trasformato da Viola si è letteralmente scagliato fisicamente  su un indifeso tifoso giallorosso che aveva esultato in maniera molto composta al goal del pari. Ci chiediamo cosa fosse successo ad un semplice tifoso se si fosse comportato nello stesso modo? la risposta la lascio a Voi, ma speriamo che anche per il centrocampista rissoso siano presi provvedimenti sotto tutti gli aspetti. Di atleti come lui il calcio può farne sicuramente a meno…

Alla prossima…

 

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