Alla vigilia del debutto ufficiale in Coppa Italia contro il Ravenna, il mister fa il punto sul ritiro, la condizione fisica e le prospettive del campionato. Tra la crescita dei giovani, la gestione dei singoli e l’entusiasmo della piazza, la ricetta non cambia: «Vogliamo divertirci e fare il nostro calcio».
BENEVENTO — Terminato il periodo di preparazione estiva, in casa Benevento è tempo di fare sul serio. Alla vigilia del primo impegno ufficiale della stagione — la gara di Coppa Italia contro il Ravenna — il mister ha tracciato in conferenza stampa il bilancio di questo primo mese di lavoro, esprimendo grande soddisfazione per la risposta del gruppo dopo le vacanze.
«Ho trovato i ragazzi con tanta voglia di rivalsa e di dimostrare», ha spiegato il tecnico. «Dopo 40 giorni di riposo la preoccupazione ci poteva stare, invece sono rimasto sorpreso dalla loro intelligenza e dalla dedizione».
Condizione fisica e filosofia di gioco
Nonostante la preparazione sia ancora a circa il 50% sul piano strettamente fisico, la squadra non intende snaturare la propria impronta tattica. Il confronto con una realtà organizzata come il Ravenna servirà da primo test per verificare la mentalità e il ritmo partita.
«Il nostro modo di giocare ci ha fatto diventare quello che siamo e non lo cambieremo», ha ribadito l’allenatore. «Mi piace che la gente si diverta e che la squadra proponga un calcio propositivo con la palla a terra, partendo dal portiere. In Serie B gli errori si pagano a caro prezzo, ma non vogliamo rinunciare alla nostra identità».
Per quanto riguarda i traguardi stagionali, il tecnico mantiene i piedi per terra, pur senza porre limiti all’ambizione del gruppo: «L’obiettivo primario indicato dalla società resta il mantenimento della categoria, ma nello sport si scende in campo sempre per vincere. Serve la stessa fame dello scorso anno».
La gestione dei giovani e la forza del gruppo
Ampio spazio è stato dedicato all’inserimento e alla crescita delle leve più giovani della rosa, per i quali il mister ha chiesto pazienza e protezione da parte dell’ambiente.
«So quanto valgono e mi fido di loro, ma vanno protetti. I giovani ti danno tanto, ma possono commettere errori o emozionarsi. Vanno guidati e fatti crescere senza caricarli di troppe aspettative».
L’elemento cardine della stagione dovrà essere ancora una volta la coesione dello spogliatoio. Citando l’atteggiamento dei senatori e il sacrificio mostrato nei momenti chiave della passata stagione, il tecnico ha sottolineato come la priorità del singolo debba sempre essere messa al servizio del collettivo.
L’infermeria e la situazione dei singoli
Sul fronte delle disponibilità, la squadra si presenta quasi al completo, ad eccezione degli elementi già acciaccati e degli squalificati.
Trequarti e nuove soluzioni: Buone risposte sul piano della qualità e del palleggio da parte dei nuovi innesti, con diverse opzioni tattiche da esplorare tra la mediana e la trequarti.
L’entusiasmo della piazza e la voglia di ritrovare il pubblico di casa restano la spinta principale per l’inizio di questa nuova avventura: «Quando arrivo al campo devo essere felice. Facciamo lo sport più bello del mondo e il sorriso non deve mai mancare».