Benevento… a che punto siamo?

Il ritiro di Cascia per la truppa di mister Bucchi volge al termine ed ormai in casa giallorossa la testa dei calciatori crediamo sia rivolta su come e dove trascorrere qualche giorno di meritato riposo fino alla ripresa degli allenamenti in città, prevista ad inizio della prossima settimana. Un ritiro duro e faticoso sia dal punto di vista fisico che mentale che ha visto vecchi e nuovi giallorossi non lesinare impegno per prepararsi al meglio a quella che si preannuncia una stagione dura e complessa.

Non sono mancati durante la permanenza umbra anche colpi di scena come su tutti l’addio, non indolore, di  capitan Lucioni che nel giro di qualche giorno ha abbracciato il progetto Lecce, senza che dall’altra parte, la società facesse barriere per trattenerlo. Sulla questione ne sono state dette tante, forse anche troppe ed in modo inopportuno e tanti ancora saranno i pensieri sulla questione, della quale ognuno può farsi la propria idea, ma che solo i diretti interessati conoscono le reali motivazioni di una separazione che solo il prosieguo della stagione potrà sentenziare a chi avrà fatto meglio e se sia stata giusta farla.

Ritornando al ritiro, dove quest’anno ho avuto la fortuna di essere presente per quasi due giorni, ne ho tratto un pensiero generale positivo, anche se tanto c’è ancora da fare sotto diversi aspetti, ma alla fine di Luglio è anche normale che sia tutto ancora un cantiere in costruzione. Di certo credo che il Benevento sia stato messo in buone mani, mister Bucchi ha confermato la mia impressione iniziale, un allenatore capace, aperto al dialogo, sincero e che sta cercando prima delle tattiche e della tecnica di formare con i fatti e non a chiacchiere un gruppo solido, tenuto conto che ormai del “vecchioBenevento numericamente ci sia rimasto poco o nulla.

Positiva anche la predisposizione della società, nella figura del massimo dirigente l’Avv. Oreste Vigorito, presente a Cascia con il quale, dopo un po’ di tempo, mi sono intrattenuto per una bella chiacchierata informale post-gara dove abbiamo parlato un po’ di tutto, ma dalla quale tra le tante cose che ci siamo detti volevo riportare il suo pensiero sulla tifoseria e sulla sua nuova politica di apertura. “La serie A ci ha lasciato un grande patrimonio che è stato l’aver avvicinato tanta gente che prima non era tifosa di questa squadra e la società aveva il dovere di fare qualcosa per non perdere queste persone e di fidelizzarle”. Pensiero chiaro e diretto a cui il popolo giallorosso sta rispondendo alla grande con quasi 6.500 abbonamenti finora staccati, ma soprattutto con una grande voglia di Benevento.

Una grande voglia che ho potuto riscontrare anche a Cascia, dove in un sabato pomeriggio assolato di Luglio per una semplice amichevole precampionato, erano presenti tanti tifosi provenienti non solo da Benevento, ma anche da altre parti d’Italia con bimbi piccoli a seguito che indossavano con orgoglio la magliettina giallorossa e questo è davvero qualcosa di meraviglioso per chi come me guarda al calcio come sport e occasione di aggregazione.

Tirando un po’ le somme a conclusione di questo ritiro nella terra cara a Santa Rita, credo che sotto il profilo tecnico la squadra per provare a fare un campionato importante abbia ancora bisogno di qualche elemento di spessore, soprattutto nel reparto arretrato dove se è vero che tra i pali abbiamo un giusto mix di esperienza e giovani di qualità è da non sottovalutare che  la perdita di personalità nonchè tecnico-tattica di Lucioni imponga qualche altro sacrificio oltre quello già fatto per Massimo Volta. Anche a centrocampo, data per scontata la permanenza in giallorosso di Nicolas Viola, qualcosa ancora occorre inserire in organico in attesa che salga la condizione di Nocerino. Ed infine in attacco, visti i tempi di recupero di Iemmello l’acquisto di un altro attaccante, magari under come Asencio, sia cosa opportuna da fare, così come dopo la probabile vendita di Brignola, sia corretto rinforzare la batteria degli esterni.

Un Benevento che prova a crescere e che contestualmente è alla ricerca anche di nuovi punti di riferimento. I presupposti e le basi per fare bene ci sono: una società pronta ancora una volta ad investire e ad aprire le porte ad un pubblico appassionato che non vede l’ora di riabbracciare i propri beniamini il 5 agosto nella seconda giornata della Coppa Italia. Il resto toccherà farlo a mister Bucchi ed ai suoi ragazzi, i quali hanno l’arduo compito di dover entrare a gamba tesa nel cuore dei tifosi e questo lo si fa in un solo modo: sudando la maglia senza se e senza ma…

 

 

 

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