Il day-after di Benevento – Salernitana. Notte magica al Vigorito…

E’ sabato, giorno solitamente dedicato per la maggior parte dei cittadini beneventani alle spese di fine settimana e all’irrinunciabile visita al mercato di S. Colomba. Ma stamattina l’aria che si respira in città è un po’ diversa. A tenere banco anche ormai tra le casalinghe che fino a qualche anno fa non vedevano di buon occhio quella passione sfegatata dei loro mariti verso il Benevento, è la roboante vittoria dei giallorossi di mister Bucchi  contro la Salernitana di un rinunciatario mister Colantuono.

Un poker di reti, ma non solo, anche tante giocate e tanti segnali positivi a livello di singoli sono arrivati nella notte magica della Strega, che anche con un’allucinante naturalezza si è disfatta di una spenta Salernitana giunta nel Sannio con il chiaro intento prima di non prenderle e poi, semmai, di riuscire a far male. E proprio questo atteggiamento tattico dei granata, alquanto discutibile ha permesso ai giallorossi di capitan Maggio di trovare con il passare dei minuti gli spazi e le giocate giuste per far male ai malcapitati avversari, con Viola che sulla linea mediana ha fatto il brutto e il cattivo tempo senza che i dirimpettai riuscissero ad arginarlo.

Una notte magica dicevamo anche sugli spalti di uno straripante Ciro Vigorito che ha visto beneventani e salernitani seduti in alcuni settori gomito a gomito, nonostante la fisiologica rivalità ma con assoluto rispetto delle parti. Anche le due curve si sono sfidate a suon di voce facendo traballare i microfoni delle tv interessate all’evento ed unendosi con una coreografia univoca (cosa rarissima in uno stadio di calcio dove sono presenti locali ed ospiti) a sostegno del piccolo Genny e della sua lotta contro una malattia rara. Uno spot di sportività in un campionato come questo di B, caratterizzato più dalle carte bollate che dalle gesta tecniche delle compagini interessate.

Detto ciò, come di consueto andiamo ad analizzare il Benevento ammirato ieri sera, reparto per reparto. Il reparto arretrato, nonostante qualche assenza importante come Costa, Antei e Tuia, nell’arco dei novanta minuti ha ben retto, l’urto?! degli avanti granata. Puggioni è stato sempre attento e puntuale nella poche volte in cui è stato chiamato in causa. Sugli esterni Maggio e Letizia hanno attaccato con intelligenza e non in modo spregiudicato, tornando a fare i terzini quando il momento della gara lo richiedeva. I due centrali, Volta e Billong hanno vinto fisicamente quasi tutti i duelli con gli avversari, palesando un’accresciuta intesa soprattutto nei movimenti di reparto.

A centrocampo come dicevamo Nicolas Viola, a cui è stato concesso colpevolmente dalla Salernitana tanto spazio per agire, ha dettato i ritmi della gara non tirando mai dietro il piede nei contrasti. Tello è andato a tremila giri tanto da ridimensionare la gara di Bandinelli che comunque ha corso tanto e tamponato all’occorrenza. E proprio nella zona nevralgica del campo il Benevento ha vinto la partita e surclassato gli avversari, apparsi privi di qualità e con solo quantità.

In avanti, qualcosa è andata benissimo, qualche altra un po’ meno e ci riferiamo alla prestazione di Massimo Coda, uno degli ex più attesi della gara, che seppur vero faccia molto lavoro per i compagni, ma è altrettanto evidente che non abbia mostrato durante la sua permanenza sul terreno di gioco quelle che sono le sue reali potenzialità, restando evanescente sotto porta. Di testa ne ha prese pochissime, qualche appoggio sugli esterni, ma sotto porta, qualcosa di interessante l’abbiamo vista solo qualche istante prima della sua uscita per un problemino fisico. Stesso discorso per Ricci, grandi potenzialità, ma ieri sera a corrente alternata. Da lustrarsi gli occhi invece a prestazione di Improta, a cui probabilmente il colore granata ha fatto da stimolo. Per tutta la gara ha dato innanzitutto una grossa mano a Letizia in fase di non possesso, cacciando poi dal suo cilindro il goal del raddoppio con un colpo da biliardo, una traversa che crediamo stia ancora tremando ed un assist al bacio per il suo conterraneo Insigne, che insacca e ringrazia.

A proposito di chi è subentrato a gara in corso, il giusto plauso va dato anche a mister Bucchi che ha capito quando era il giusto momento per inserire Insigne prima ed Asencio poi, facendo affogare la difesa granata, troppo lenta per reggere l’urto di chi fa della potenza e della velocità i propri cavalli di battaglia. Positivo anche l’ingressodi Del Pinto il quale, dato in ottima forma, al momento riesce solo a ritagliarsi qualche spicciolo di partita, ma che siamo certi sarà importante per la causa comune.

Una gara quindi giocata alla grande dai giallorossi, ma che deve essere da stimolo per fare sempre meglio, perchè l’impressione di molti addetti ai lavori è che questa rosa possa fare ancora molto di più per caratteristiche fisiche e tecniche dei propri componenti. Dimenticato il derby da stamattina la testa è alla gara col Cittadella, dove con molta probabilità qualche viso diverso dagli undici scesi in campo con la Salernitana lo vedremo e quindi a Bucchi l’onere delle scelte, ma intanto il motto resta sempre lo stesso: VINCERE AIUTA A VINCERE. 

Ah un’ultima cosetta, quando il Vigorito spinge si gioca davvero in 12. Alla prossima…

 

 

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