Benevento work in progress. Al giro di boa guadiamo a quel che è stato…

Il 30 dicembre scorso con il pareggio interno ottenuto con le rondinelle bresciane si è chiuso il girone d’andata del campionato di serie B ed i giallorossi di mister Bucchi hanno concluso questa prima fase del torneo al sesto posto in classifica frutto di 29 punti raccolti in 18 gare effettive. Un bottino non esaltante, ma sicuramente idoneo per continuare a coltivare sogni d’alta classifica. Una prima fase, quella dei giallorossi che ha restituito una compagine con diverse individualità importanti, ma che purtroppo, soprattutto nella fase centrale del girone, ho dimostrato un’amalgama di squadra spesso latitante.

Sicuramente un gruppo costruito ex novo durante il mercato estivo doveva mettere in cantiere nella slot delle probabilità negative quello che come dicevamo sopra è poi mancato sul terreno di gioco e quindi i 29 punti raccolti, diventano ancora più preziosi. Diversi e forse anche al di sopra della media gli infortuni che hanno tenuto lontano dal terreno di gioco diversi atleti importanti che solo nella parte finale di questa prima parte di campionato sono pienamente tornati a disposizione di mister Bucchi.

Un Benevento sicuramente più operaio e determinato quello che nelle tre ultime gare del 2018 è riuscito a portare a casa ben 7 punti sui 9 a disposizione. Ora, dopo la canonica settimana di vacanza, l’attenzione di tanti è rivolta al cosiddetto mercato invernale, dove la società giallorossa, senza fare proclami è pronta a piazzare pochi colpi, ma sicuramente importanti. La sensazione è che non si comprerà tanto per farlo ma solo se ne varrà veramente la pena. Ma prima di guardare al futuro e a quello che potrebbe arrivare, ma anche a chi potrebbe definitivamente lasciare il Sannio, facciamo un piccolo passo indietro e andiamo ad analizzare reparto per reparto le prestazioni dei giallorossi in questa prima parte della stagione, a mente fredda e lontani da brindisi e festeggiamenti natalizi.

Non andremo ad assegnare i canonici voti, come solitamente facciamo dopo ogni gara dei giallorossi, ma analizzeremo il rendimento del reparto e del singolo. E partiamo subito dalla difesa che per ben 21 volte è stata superata dagli attacchi avversari. Numeri non proprio esaltanti, frutto spesso e volentieri di errori del singolo più che di amnesie di reparto. Tra i pali si sono avvicendati Puggioni e Montipò, dividendosi quasi le gare disputate. L’ex Novara, richiesto a furor di popolo per difendere la porta giallorossa dopo le non esaltanti prestazioni dell’esperto collega, non ha disatteso le aspettative, ridando fiducia e sicurezza ad una fase difensiva spesso e volentieri in apprensione.

Il futuro del classe 1996 sarà certamente all’ombra della Dormiente, con un riscatto sempre più sicuro così come la sua attenzione e concentrazione durante le gare. Per il resto non conosciamo il futuro di Puggioni, ma come abbiamo già detto qualche settimana fa un suo addio alla piazza giallorossa non sarebbe vissuto come un dramma. Positivo sicuramente il girone di andata dell’ex Perugia  Volta, giunto nel Sannio nel dopo Lucioni e che si è fatto apprezzare per la sua tenacia e aggressività nella marcatura, peccato che però lasci qualcosa in fase di impostazione. A ruota seguono a livello di prestazione Billong e Di Chiara, che tutto sommato volendo essere diretti e pragmatici, hanno raggiunto la piena sufficienza, tenendo anche conto che soprattutto per Di Chiara il ruolo di terzo di sinistra in una difesa a tre, come anche dichiarato dallo stesso calciatore, è un ruolo non proprio confacente alle sue spiccate caratteristiche di spinta sulla corsia esterna, Chi invece nel Sannio sarà ricordato non certamente come un eroe è Andrea Costa che in un campionato e mezzo ha fatto più danni che bene, un calciatore sicuramente con la valigia in macchina in questa sessione di mercato invernale, per la pace dei tifosi giallorossi che si attendevano una stagione importante, ma che invece sono rimasti più che delusi. Mediocre l’apporto dell’ex azzurro Cristian Maggio che dopo una discreta partenza per svariati problemi fisici ha più volte alzato bandiera bianca, non fornendo quell’appoggio in termini di esperienza, caratteristica per cui era stato acquistato. Girone d’andata da dimenticare per Tuia fermo ai box da tempo immemore e convocato solo nelle ultimissime giornate. Giornate finali che però hanno potuto giovare della presenza in campo di Luca Antei, anche lui in naftalina per alcuni mesi per i postumi dell’operazione al tendine dello scorso anno e ora pronto a dare il suo contributo alla causa giallorossa. Sicuramente uno dei primi acquisti di questo mercato di riparazione. Appena, appena sufficienti tendente al basso le prestazioni di Gyamfi, ancora a singhiozzo in questa categoria, a cui a parere generale farebbe bene giocare con più continuità da qualche altra parte.

Archiviata prima di iniziare l’esperienza sannita di Bukata, il reparto nevralgico non ha certamente vissuto una prima parte di stagione positiva. Diversi gli infortuni come quelli di Del Pinto e Viola protrattisi nel tempo, ma anche Bandinelli ed Insigne non hanno lesinato problematiche fisiche. Fortunatamente Tello, nonostante ancora i troppi errori in fase di importazione ha assicurato ai suoi corsa e pressing al di la di chi fosse schierato al suo fianco. Soddisfacenti le prestazioni di capitan Letizia autentico padrone delle corsie esterne, destra o sinistra che sia, per lui non fa differenza. Stesso discorso per Improta che per quanto visto, al di la di qualche difficoltà nel saltare l’uomo nell’uno contro uno, è probabilmente uno dei pochi veri esterni di questa rosa, anche se il suo rendimento non è stato sempre sufficiente. Chi invece appartenente alla vecchia guardia ha disatteso le aspettative è stato Nicolas Viola, apparso il più delle volte fuori condizione e con poche idee al servizio della squadra, a differenza di un Del Pinto che con il suo rientro dopo una frattura al piede ha ridato come per incanto equilibrio tattico e aggressività ad un centrocampo troppo leggerino. Di male in peggio se andiamo ad analizzare le prestazioni dell’ormai ex giallorosso Nocerino, apparso sin dalle prime giornate poco idoneo ai ritmi di una serie B nella quale si va a mille.

E chiudiamo con il reparto avanzato, dove al di la dell’inopportuno cucchiaio col Verona il solo punto di riferimento è stato Massimo Coda, sebbene le sue prestazioni non sempre hanno accontentato la piazza. Chi invece soprattutto negli ultimi due mesi ha deluso le aspettative è stato senza dubbio Raul Asencio che dopo un inizio di campionato dove le sue prestazioni addirittura lo mettevano in concorrenza con Coda, col passare delle settimane si è imborghesito, risultando in alcune gare quasi impalpabile. Ed è li che mister Bucchi ha rispolverato in sequenza come spalla di Coda, Insigne, Buonaiuto e Ricci, con il solo ex Parma apparso più idoneo e pronto a rivestire i panni di seconda punta. Positivo comunque il finale di girone per Buonaiuto, al quale mister Bucchi facendo di necessità virtù, gli ha affidato la corsia interna sinistra del centrocampo con licenza di offendere, ruolo apparso nelle corde dell’ex perugino. Chi invece non ha mai convinto sia da esterno che da seconda punta è stato l’ex Sassuolo Ricci, mostratosi la brutta copia di quella giovane promessa vista solo qualche anno fa con la maglia del Crotone.

Discorso finale per i giovani di questa compagine come Sparandeo, Cy Goddard e Volpicelli che probabilmente avrebbero meritato qualche minuto in più in campo, ma che restano comunque ragazzi validi sia sotto l’aspetto tecnico che umano e che dovranno continuare ad allenarsi con abnegazione per farsi trovare pronti quando saranno chiamati in causa. Questo a nostro avviso il quadro generale in attesa del mercato e senza puntare il dito, appare chiaro che qualcuno qui ha già fatto il suo tempo e che qualcosa invece manchi a questa compagine anche in virtù del rinnovato assetto tattico, insomma un Benevento work in progress che domenica nella Scala del calcio sfiderà l’Inter in uno stadio desolatamente vuoto, per l’imbecillità di pochi.

 

 

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