Il Day After di Foggia Benevento. Un punto nel segno della continuità, ma quanto rammarico…

Lo abbiamo spesso detto nelle varie disamine di questo campionato, che la continuità di risultati positivi porta oltre ai punti in classifica anche la consapevolezza di un processo di crescita di una compagine. Ed il punto ottenuto ieri pomeriggio contro il Foggia va innanzi tutto visto sotto quest’ottica. Le gare allo Zaccheria nel corso degli anni, soprattutto dopo gli anni 2000, sono sempre state battaglie sul campo e ad alta tensione sugli spalti, aperte ad ogni risultato al di la dell’effettivo valore delle formazioni in campo, una sorta di derby sebbene non posizionate nella stessa regione.

E’ però anche vero che una volta sbloccata la gara il Benevento doveva e poteva portare a casa l’intera posta in palio al cospetto di un Foggia ridotto per propri isterismi in inferiorità numerica. La formazione rossonera infatti dopo lo svantaggio è apparsa in balia dei giallorossi che per loro colpa non sono riusciti a dare il colpo di grazie, anzi per una ingenuità hanno fornito su un piatto d’argento la possibilità a Kragl di colpire il malcapitato Montipò. E proprio in quei frangenti che Maggio e compagni hanno abbassato la guardia, credendo probabilmente di essere in grado senza problemi di portare a casa l’intera posta in palio. Un po’ come accaduto ad inizio stagione quando passati semmai in vantaggio si abbassava la guardia favorendo il ritorno degli avversari.

Ancora una volta questo avvincente campionato di serie B ha mostrato che non si può e non si deve mai abbassare la guardia, ma essere sempre vigili, anche quando l’avversario posiziona la palla cinque metri più avanti senza che nessun giallorosso si preoccupi di far verificare la corretta posizione in cui il fallo era avvenuto. Dettagli potrebbe obiettare qualcuno, sicuramente, ma che in certi casi fanno la differenza, sperando che da questi piccoli errori si faccia esperienza per il prossimo futuro.

Un punto dicevamo nel segno della continuità che ha mostrato un Benevento sceso in campo con decisione e anche con la giusta cattiveria ma che lo diciamo senza peli sulla lingua nella zona nevralgica del campo è apparso ancora una volta poco equilibrato e mal assortito. Lo abbiamo già detto la scorsa settimana e lo ribadiamo dopo quanto visto a Foggia, che Bandinelli e Buonaiuto non appaiono una coppia che possa ben convivere in un centrocampo completato da Crisetig. Tutti e due sicuramente danno quel qualcosa di più se schierati sul centro sinistra, mediocre invece il loro apporto alla squadra se dirottati sul versante opposto.

La difesa, nonostante le importanti defezioni di Antei e Volta è apparsa tutto sommato ben messa in campo, ed anche il bistrattato Costa, tranne nell’amnesia che ha permesso a Chiaretti di presentarsi tutto solo dinanzi a Montipò, ha fatto la sua onesta partita al pari di Caldirola e Tuia con il primo sempre più sicuro dei propri enormi mezzi. Buona anche la prestazione di Montipò attento sulle bombe di Kragl e forse un po’ sorpreso dal missile del tedesco in occasione del goal del pari, anche se la traiettoria è apparsa difficilmente contrastabile.

Sugli esterni Maggio e Improta sono andati a corrente alternata con l’ex Napoli ancora troppo “signore” al cospetto di una gara da sciabola e non da fioretto. In avanti Coda ed Insigne non hanno avuto molte palle giocabili con l’ex Parma costretto spesso a salire sulla linea dei centrocampisti per trovare a dare un po’ di respiro alle sue giocate, però il golletto in un modo o nell’altro era arrivato grazie alla seconda palla giocabile avuta da Coda dopo un rocambolesco salvataggio sulla linea in un’azione precedente.

Gli ingressi di Tello e Asencio hanno sicuramente dato più forza e spessore alle sortite offensive dei giallorossi e con il senno del poi una volta raggiunto il vantaggio, con Viola e Del Pinto in panchina si poteva provare a blindare quel vantaggio tirando fuori un attaccante e infoltendo un centrocampo composto in quel frangente solo da Crisetig e Tello. Ma di questo non potremmo mai avere la riprova.

Il campionato, per fortuna direi, non ci da nemmeno il tempo di continuare a parlare di questo pareggio  perché la testa di tutti è già rivolta a martedì quando al Vigorito sarà di scena il Pescara di Pillon che precede i giallorossi di un solo punto in classifica. Sarà un’altra battaglia dove speriamo questa volta il Benevento ne esca vincitore ma soprattutto non commetta più l’errore di specchiarsi nella sua forza e nella sua convinzione di aver già chiuso i conti. Le insidie sono dietro l’angolo e non bisogna mai abbassare la guardia se non dopo il triplice fischio…

Alla prossima…

 

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