Stagione 2018/2019 in archivio. Il Napo Pagellone per tirare le somme…

Lo avevamo detto durante la stagione appena terminata, inutile dare giudizi a campionato ancora in corsa, aspettiamo l’epilogo, bello o brutto che sia e poi tireremo le somme. Questo anche per poter permettere a qualcuno semmai di riparare a qualche errore commesso nella prima parte della stagione e con la speranza di un esito finale diverso da quello consumatosi sabato sera al Vigorito. Una stagione partita con il ritiro di Luglio a Cascia e conclusasi con una sciagurata semifinale di ritorno play-off che in novanta minuti ha perfettamente riassunto l’andamento di un’intera stagione.
In gara due, tra le mura amiche e dopo aver battuto il Cittadella al Tombolato, il Benevento ha palesato in maniera inconfutabile i limiti di questa stagione che non le avevano permesso di raggiungere le prime due posizioni in classifica. Squadra con poca personalità, senza un vero leader in campo, incapace di gestire le gare delicate e decisive della stagione, a cui poi aggiungere i ripetuti errori dei singoli che hanno caratterizzato diverse sconfitte in questo campionato. In ultimo, ma non per indice di importanza, le sbagliate letture di diverse gare, sia come atteggiamento che nella scelta degli uomini schierati come titolari o a gara in corso.
Attenzione però, non stiamo parlando di una disfatta generale, perchè più di qualcosa di buono è stata pur fatta in questo campionato. Sicuramente arrivare al quarto posto in classifica, poi diventato terzo per i noti problemi del Palermo, non è stata una passeggiata. La rosa giallorossa presa singolarmente non aveva nulla di meno sia tecnicamente che fisicamente di chi ora sta festeggiando la promozione nella massima serie. Ma come dicevamo prima, è mancata per troppa parte della stagione quella compattezza di squadra, é vero si costruita con diversi elementi nuovi ma che purtroppo con molta lentezza è riuscita verso il finale di stagione ad ottenere una certa maturazione anche dal punto di vista tattico.
Ed era proprio questa nuova aria che faceva sperare che tutti i problemi avuti nella stagione fossero come per incanto alle spalle in questi play-off, anche a seguito della bella vittoria di Cittadella. Ed invece nulla di tutto ciò, il Benevento sabato scorso dal 35′ è entrato in un tunnel senza via d’uscita e tutto d’un tratto il bel cigno si è trasformato in un bruttissimo anatroccolo. Premesso ciò, e con la stagione ormai all’epilogo dopo il rompete le righe societario, andiamo a tirare le somme di quest’anno calcistico 2018/2019, cercando di non tralasciare nessuno e provando anche ad inserire anche chi non ha indossato maglietta e pantaloncini.
Partiamo, come solitamente si procede, dalla difesa e quindi dai tre portieri che hanno difeso la porta giallorossa:
MONTIPO’: La sua ultima apparizione stagionale è stata da incubo, tanto da potersi ritenere decisiva in senso negativo per l’eliminazione dai play-off. Lanciato come titolare a furor di popolo per sostituire Puggioni aveva fatto intravedere enormi potenzialità. Poi da qualche mese le sue prestazioni non sempre hanno convinto, anzi a dir la verità hanno lasciato molti dubbi. Quale allora il vero Montipò? Sicuramente la giovane età e la poca esperienza non sono state dalla sua parte. Ovviamente andrebbe ancora aiutato e migliorato ma di certo ha le potenzialità per fare bene. Il Benevento lo riscatterà dal Novara? Vedremo, intanto lo valutiamo appena sufficiente, un sei striminzito che per quanto mostrato nel finale di campionato é anche un po’ benevolo. IMMATURO. VOTO:6-

PUGGIONI: Ereditato dalla scorsa stagione con la zavorra di un contratto onerosissimo per la serie B, quasi per dovere è stato il titolare nella prima parte della stagione dove è riuscito a prendere goal da tutte le angolazioni. Quando poi è stato avvicendato con Montipò piano piano si sono perse le sue tracce, scomparendo definitivamente dopo il mercato di gennaio, dove non trovandogli una sistemazione gradita è stato messo addirittura fuori rosa. Il problema più grande? Ha un altro anno di contratto. ZAVORRA. VOTO:3.

GORI: Ghigo l’intramontabile ha fatto da chioccia a Montipò per tutta la stagione. La sua apparizione a Brescia però ha suscitato più di un rimpianto per non averlo utilizzato qualche gara in più nel corso della stagione soprattutto quando Montipò ha mostrato più di qualche indecisione, chissà cosa sarebbe potuto accadere. Ha un altro anno di contratto e ne siamo tutti ben lieti. Punto di riferimento anche per lo spogliatoio SEMPRE VERDE. VOTO: 6,5.

E continuiamo ad analizzare il pacchetto arretrato composto dai centrali e dagli esterni bassi:

MAGGIO: L’ex azzurro a cui sono stati affidati i galloni di capitano ha decisamente deluso le aspettative. Il suo apporto alla causa giallorossa é stato davvero minimo sia in termini di presenze che di personalità. Il tutto al netto di ripetuti infortuni. Quando é stato chiamato in causa ha spesso usato il fioretto invece che la sciabola, indispensabile in cadetteria. Anche nei play off si é visto e sentito poco. Chi nasce comprimario non può morire leader. FIORETTO. VOTO:4,5.

GYAMFI: Stagione in chiaroscuro. Nelle gare in cui é stato chiamato in causa, poche per la verità, ha alternato prestazioni sufficienti ad altre molto mediocri e scialbe. Nel finale di campionato sembrava in palla ma Bucchi ha pensato bene di tenerlo fuori. Dovrà lavorare molto su tattica e concentrazione, forse in prestito da qualche parte per trovare continuità. ACERBO. VOTO:5.

VOLTA: Ha il merito di aver retto praticamente da solo la difesa nella prima parte della stagione quando ha fatto coppia con Billong a cui spesso ha dovuto mettere qualche pezza. Poi c’è stato il calo fisiologico nella seconda parte del campionato dove è apparso in affanno. Positivo il finale di stagione fino ai play off. Non è un Lucioni ma il suo campionato può ritenersi positivo. PRAGMATICO. VOTO:6+

ANTEI: Rientrato a stagione già ben avviata dopo il noto infortunio ha dato quel che ha potuto, pochino per la verità. Costernato da ripetuti problemi fisici che lo hanno costretto a giocare sempre con il freno a mano tirato. Un peccato perché con Caldirola poteva formare una gran bella coppia di centrali. Qualche prestazione di troppo non all’altezza delle sue potenzialità. Da valutare bene il suo futuro. CRISTALLO. VOTO:5,5.

TUIA: Primo acquisto della stagione, anche lui come Antei troppo spesso più in infermeria che in campo. Nelle rare occasioni in cui lo abbiamo visto all’opera non ci é nemmeno dispiaciuto. Nel finale di stagione si sono perse nuovamente le sue tracce, indovinate per cosa? Si ennesimo infortunio. FANTASMA. VOTO:5.

CALDIROLA : Giunto a gennaio tra la perplessità generale si é conquistato sul campo un posto da titolare e consensi unanimi. Giocatore top per la categoria e di sicuro affidamento per il futuro con la stoffa da leader. Ha sempre giocato con voglia e grinta e anche in allenamento non ha mai tirato il piede indietro. Un gran colpo del DS Foggia anche in previsione futura. Bravo anche in area avversaria. Senza di lui avremmo avuto probabilmente anche difficoltà ad arrivarci ai play off. WALL. VOTO: 7,5.

COSTA: Secondo campionato in giallorosso e secondo anno vissuto praticamente ai margini della squadra. Poche le sue apparizioni che non hanno quasi mai lasciato il segno in senso positivo. A gennaio sembrava ai titoli di coda la sua esperienza nel Sannio, poi il suo ingaggio ha scoraggiato i pochi, per la verità interessati. Ha ancora un anno di contratto ma speriamo per tutti che la sua avventura a Benevento sia definitivamente chiusa. APATICO. VOTO:4

DI CHIARA: La prima parte di stagione non è stata proprio tutta da buttar via, nella difesa a tre prima dell’arrivo di Caldirola, pur non essendo il suo ruolo preferito, ha anche offerto qualche buona prestazione. Poi nel girone di ritorno lo abbiamo visto davvero poche volte in campo. Doveva essere l’anno del riscatto ma non lo è stato, anzi. Anche per lui cambiare un po’ aria non gli farebbe male. SOPRAVVALUTATO. VOTO:5

LETIZIA: Uno dei reduci della scorsa stagione. Prima parte di campionato sicuramente positiva, nella quale ha sempre dato il suo apporto sulle corsie esterne, poi, anche per diversi problemi fisici, le sue prestazioni da gennaio non sono state più le stesse. Ha vestito anche i panni di capitano e per quanto visto quest’anno in quella veste non ha nemmeno demeritato. Anche nella gare play off non ha dato quello che tutti si aspettavano, in termini tecnici e di esperienza. INGOLFATO. VOTO.6

E passiamo al reparto di centrocampo, che in questa stagione ha faticato non poco a trovare un equilibrio stabile:

TELLO: Un investimento di oltre due milioni dalla Juventus per l’acquisto del suo cartellino. Il suo campionato nel complesso non possiamo definirlo sufficiente. L’inizio stagione è stato incoraggiante, grande corsa e pressing sugli avversari. Poi quando ha iniziato a voler strafare in fase di impostazione ha commesso diversi errori a volte decisivi. Purtroppo questo difetto non è riuscito a migliorarlo e ha chiuso la stagione commettendo sempre lo stesso errore. Deve ancora maturare anche tatticamente. CAVALLO PAZZO. VOTO:5,5.

DEL PINTO: Uno dei pochi reduci delle stagioni storiche del Benevento. Il suo campionato è stato caratterizzato da due infortuni importanti che gli hanno impedito di dare l’apporto a questa squadra che avrebbe potuto offrire soprattutto in termini di aggressività e attaccamento ai colori. Sufficienti sicuramente le sue apparizioni, soprattutto quando, dopo la frattura al piede, ha ridato un certo equilibrio al centrocampo dando inizio alla serie di dieci gare utili consecutive. Con Viola poi si sposa in modo eccellente. Peccato quel brutto infortunio con il Cosenza che ha privato Bucchi di un combattente nei play-off. SEMPREPRONTO. VOTO:6

VIOLA: Il Benevento ha fatto carte false per trattenerlo in giallorosso in estate, ma purtroppo il suo inizio di stagione è stato molto altalenante, probabilmente perché al di la di qualche equivoco tattico anche la testa era ancora rivolta alla serie A. Poi l’infortunio di Palermo che lo ha tenuto fuori stranamente per oltre due mesi. A Marzo finalmente si è ripreso la squadra sulle spalle dimostrandosi freddo anche dal dischetto, salvando cosi la sua stagione in extremis. Ma il prossimo anno ci sarà bisogno di lui sin dall’inizio. DOUBLE FACE. VOTO: 6+

CRISETIG: Giunto dal mercato di riparazione si è subito inserito negli schemi della squadra, dando nelle prime apparizioni un certo ordine e linearità al centrocampo, seppur la velocità nelle giocate era un miraggio. Poi con il passare delle giornate ed il possente ritorno di Viola è stato accantonato trovando pochissimo spazio anche nelle fasi finali. Tornerà al Bologna per fine prestito, ma nessuno si strapperà i capelli. MOVIOLA. VOTO: 5,5.

BANDINELLI: L’uomo di fiducia di mister Bucchi che difficilmente ha rinunciato a lui a meno che avesse qualche problema fisico. Dotato di un sinistro interessante che ha regalato anche punti pesanti. Nel centrocampo a tre si sposa abbastanza bene solo se posizionato sulla sinistra, qualche esperimento sul lato opposto è stato fallimentare. Deve trovare costanza durante i novanta minuti durante i quali a tratti sembra assentarsi dal gioco. Caratterialmente molto aggressivo. Tornerà al Sassuolo per fine prestito. BOMBARDIERE. VOTO: 6-

BUONAIUTO: Ritornato nel Sannio dopo alcuni anni perché reclamato a gran voce da mister Bucchi per la sua riconosciuta duttilità. Ma proprio questa sua caratteristica non ci ha fatto comprendere in quale ruolo potesse dare il maggior apporto alla squadra. Mezz’ala, esterno, trequartista e seconda punta. Un solo goal all’attivo nemmeno decisivo, diversi quelli falliti, qualche rigoretto guadagnato, possiamo riassumere qui la sua stagione. FUMOSO. VOTO: 5+

IMPROTA: Solo per aver fatto tanti di quei ruoli meriterebbe per abnegazione un bel giudizio. Ha iniziato il campionato da esterno alto nel 4-3-3 poi nel 3-5-2 è andato a ricoprire tutta la fascia sinistra, fino a ritrovarsi anche esterno basso sia a destra che a sinistra. Tanta corsa e sacrificio, qualche difficoltà quando deve saltare l’uomo nell’uno contro uno. Buon comprimario, ma ha bisogno di essere sempre stimolato. TUTTOFARE. VOTO: 6-

VOKIC: Altra scommessa di Pasquale Foggia ha fatto solo intravedere qualche giocata in questa stagione, nelle pochissime volte in cui è stato chiamato in causa. Ha fisico e tecnica, deve migliorare in tattica e velocità. Non ce la sentiamo di dargli una valutazione, aspettiamo semmai la prossima stagione. S.V.

E concludiamo con il reparto avanzato, che sicuramente guardando il potenziale avrebbe potuto fare sicuramente di più:

RICCI: Uno dei flop di questo campionato, anche se le colpe non sono esclusivamente le sue. Lui è fondamentalmente un esterno e con l’accantonamento del 4-3-3 è stato difficile trovargli una giusta collocazione tattica. Nel finale di stagione ha trovato un po’ di spazio come trequartista, ruolo nel quale si è adattato senza però entusiasmare. Nelle due gare dei play-off si è visto poco offrendo un minimo apporto alla squadra. Tornerà al Sassuolo come Bandinelli per fine prestito. TROTTOLINO. VOTO: 4,5

INSIGNE: Stagione nel complesso positiva per l’attaccante scuola Napoli, non solo per i sette goal realizzati, ma per l’apporto dato alla squadra in termini di fantasia e scaltrezza. Ma non sono state tutte rose e fiori, in alcune gare ha fatto molta fatica ad entrare nel vivo del gioco, come però in altre ha tolto le castagne dal fuoco. Bravo anche a procurarsi il rigoretto d’astuzia. A Cittadella praticamente da solo era riuscito a portare il Benevento con un piede e mezzo in finale, poi il triste epilogo che conosciamo tutti. Fine prestito anche per lui, ma chissà, potrebbe riprovarci con la maglia giallorossa. SCUGNIZZO. VOTO: 6,5

CODA: Il bomber di stagione, che alle critiche delle volte gratuite piovute nei suoi confronti ha risposto a suon di goal. Delle volte il suo modo di giocare è irritante e sembra estraniarsi dalla gara, poi invece è sempre li al posto giusto al momento giusto. 22 goal in un torneo come quello di B non possono essere un caso. Ha segnato in tutti i modi, anche di spalla, peccato che nell’ultima gara col Cittadella abbia giocato troppo isolato. Con l’avvento di Armenteros aveva trovato continuità nel buttarla dentro sfruttando proprio il lavoro del compagno di reparto. In serie B è un lusso. Mezzo voto in meno per il cucchiaio su rigore riuscito male col Verona. ESSENZIALE: VOTO 7.

ARMENTEROS: Rientrato a gennaio dal prestito negli States il suo primo obiettivo è stato quello di rimettersi in forma prima di rimettersi le scarpette. Una volta ritrovata la condizione fisica ha dato il suo contributo alla fase offensiva della squadra, liberando Coda dalle marcature a francobollo dei centrali avversari. Il goal al Brescia resterà nella storia giallorossa, mezzo voto in meno per la cavolata fatta a Cittadella, chissà come sarebbe stato il ritorno con lui in campo. GIOCOLIERE. VOTO:5,5.

ASENCIO: Pronti via e sembrava dover spaccare il mondo. Autentico ariete dell’area di rigore, difficile da marcare tanto quasi da insidiare il posto di titolare a Coda. Poi nel prosieguo del campionato si sono perse le sue tracce, tanto da paventare anche un suo trasferimento a gennaio. Resta in giallorosso, ma non riesce a trovare spazio, poi diversi infortuni e influenze virali e non, fanno il resto. Chiude il campionato con mezz’ora di presenza in campo senza lasciare alcun segno, proprio come la sua stagione. INFLUENZATO. VOTO 4,5.

MISTER BUCCHI: Il suo approdo a Benevento è stato accolto con cauto ottimismo, dovuto in particolare alle sue ultime stagioni dove aveva fatto benino, ma senza raggiungere gli obiettivi prefissati, sia a Perugia che a Sassuolo, dove tra l’altro era stato anche esonerato. Sicuramente il suo compito non è stato dei più semplici visto che il parco giocatori era stato rinnovato nella quasi sua interezza e durante il ritiro aveva perso l’ex capitano Lucioni, passato al Lecce, ma è anche vero che diversi giocatori come Bandinelli, Buonaiuto e Volta giusto per citarne qualcuno, sono state sue scelte dirette. Il quarto posto finale, benchè probabilmente in linea con i programmi societari ha lasciato in tanti con l’amaro in bocca. A prescindere dal lavoro tecnico svolto dal suo staff il Benevento di fatto non ha mai acceso la piazza, ha fatto una fatica enorme a trovare un assetto tattico che desse equilibrio sia in difesa che in attacco, nonostante una rosa numericamente e tecnicamente tra le prime della cadetteria. Effettivamente diversi infortuni hanno, soprattutto nella prima parte di campionato, rallentato la crescita della squadra, ma è altrettanto vero che diverse scelte sia negli undici titolari che a partita in corso sono apparse in diverse occasioni cervellotiche e alcune volte quasi incomprensibili. Anche sotto l’aspetto caratteriale il suo Benevento è apparso molto labile, arrivando agli spareggi promozione con una fragilità mentale identica a quella mostrata nelle sconfitte casalinghe nel girone d’andata, aspetto questo che andava meglio curato nel corso della stagione. In conclusione pensiamo che dopo l’epilogo di questa stagione sia meglio per tutti che ognuno prenda la propria strada augurando al mister le migliori fortune e al Benevento di trovare un valido sostituto che riesce a dare quel qualcosina in più che è mancato quest’anno per coronare l’ennesima impresa calcistica. ORATORE. VOTO:5 

DS FOGGIA: In questo pagellone finale inseriamo anche il direttore sportivo Pasquale Foggia, alla sua prima vera stagione da DS. E’ stato in questi mesi la voce, gli occhi e le orecchie della società, sempre al fianco di Bucchi e della squadra. Qualche appunto sulla sua gestione è relativo ai mesi estivi, quando forse con troppa leggerezza non è riuscito a ricucire lo strappo che si era creato tra l’allora capitano Lucioni e qualche senatore, poi mostratosi non all’altezza. Una scelta fatta semmai a salvaguardia del gruppo, però una scelta molto dolorosa dal punto di vista tecnico e caratteriale, ma soprattutto di personalità, cosa che a questa squadra è mancata per tutto il campionato. Sul suo impegno e sulla sua volontà di raggiungere il massimo nulla da dire, anzi gli va dato atto di aver anche rivisto diverse situazioni economiche (ingaggi), spalmando contratti e cercando di acquistare con formulette varie che salvaguardassero la casse societarie, insomma una lavoro a 360° con la ciliegina Caldirola e la probabile sorpresa Vokic. Di certo restare in panchina in modo freddo e distaccato non è il suo forte, ma ha tempo per migliorare questo aspetto secondario. E’ normale poi che quando si acquista un numero importante di calciatori qualcosa non vada per il resto giusto, ma siamo del parere che una seconda chances gli vada data, facendo da parte sua tesoro degli errori commessi in questa stagione, tutto sommato da non buttare via. CARTELLINO ROSSO. VOTO: 6.

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